Il dolore del passato
che fu quotidiano ed indelebile
è ora indimenticato e mai sopito.
Torna costante nei sogni e nelle
paure
viene di nuovo nel dolore del
presente
si rinnova, si ripete interminabile,
si acuisce.
In un’anima tormentata da sempre priva
di difese
in un corpo invecchiato trascurato
oramai anch’esso pieno di dolore.
La mente ossessionata dalla ricerca
di un’uscita, di un’evoluzione,
dalla speranza di una rinascita,
soccombe nell’incapacità di trovarne.
Ed è costante il pensiero di morte
che appare unico sollievo
dalla reiterata insopportabile
sofferenza.
E ancora, l’impossibilità di dire il
vero
per non condividere l’abisso
Le sofferte omissioni
per non dolere all’anima fragile di
chi si è generato.
Affannoso desiderio di dare sollievo
a questo tormento infinito che mi
consuma
e che le ho ingiustamente ma
inevitabilmente regalato.
Tormento che ha decretato il suo
distacco definitivo
e la mia caduta
nel precipizio della solitudine e
dell’isolamento.
Grottammare, 17
novembre 2014